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Restare nel positivo

di Marie T. Russell  

Traduzione di Teresa Sassani  

Dicono che "siamo quello che mangiamo". Io aggiungerei che siamo quello che pensiamo e quello che ascoltiamo. Ogni cosa alla quale siamo esposti si registra nel nostro cervello e si va ad aggiungere alla nostra complessa programmazione mentale. Tutto lascia una traccia, dalla pubblicità sui tabelloni agli slogan in radio, alle immagini che vediamo nei programmi tv. Vediamo delle cose, e il nostro cervello le registra come se fossero vere. Guardiamo film violenti e cominciamo ad aspettarci violenza nella nostra vita. Vediamo altri che mentono e che ingannano, e cominciamo a sentire come se fare così fosse giusto.

Un'altra cosa sulla quale bisogna essere "guardinghi" è tutto ciò che arriva a noi attraverso le orecchie, tutto ciò che ascoltiamo. Questo naturalmente include ciò che gli altri ci dicono, ciò che guardiamo in tv e anche la musica che ascoltiamo alla radio. In questi giorni mi capita spesso di allungare la mano a spegnere la radio, o a mandare avanti veloce un tratto di cassetta. Perché? I testi delle canzoni. Non voglio assolutamente "programmarmi" con affermazioni come "Vivere senza di te non è vita", oppure "Non riuscirò mai a sopportare di averti perso", o "Amore è solo una parola" o ancora "Dovunque mi giro, sento le stesse frasi, problemi di soldi, mancanza di soldi...", etc. etc.

Quando mi sono resa conto che il mio subconscio stava raccogliendo questo genere di commenti, ho veramente messo un limite alla mia "dose di radio". Perché riempirmi di programmazioni negative ascoltando musica popolare, quando sto tentando di depurare la mia programmazione inconscia attraverso affermazioni positive? E' auto-lesionista. Da una parte mi libero di un sacco di "robaccia", dall'altra l'accolgo ascoltando canzoni.

Ho notato che anche se la musica sta andando piano e come sottofondo, e io non riesco a udire chiaramente le parole, o perfino se è soltanto una versione strumentale di una certa canzone, in qualche maniera il testo entra nella mia mente. Spesso mi sono sorpresa ad innervosirmi ascoltando versioni popolari di canzoni popolari o molto note. Quando mi sono fermata a riflettere e ricordare cosa dicevano i testi di quelle canzoni, ho scoperto che sono testi negativi. Ho capito quindi che il mio umore era stato modificato anche se le parole non venivano cantate.

E' naturale che il mio computer mentale (subconscio) conosca tutti i testi di tutte le canzoni che ha ascoltato. Si è perfino affermato che la mente ricorda (ovviamente in maniera sub-conscia) tutti i numeri di targa che sono stati visti in una vita. Che memoria, eh? E quindi non c'è da meravigliarsi se quella stessa incredibile mente riesce a ricordare le parole delle canzoni. E, mentre va la versione solo strumentale di una canzone, la mente si affaccenda a rimettere insieme i pezzi, per così dire. Reinserisce le parole.

La mia soluzione è quella di tagliare drasticamente il tempo che spendo ascoltando radio o tv. Non sento la mancanza neanche dei notiziari, poiché anche quella di cui sono zeppi è programmazione negativa. Se voglio ascoltare musica, o canto io stessa, cambiando le parole quando è necessario (ri-programmando, insomma) o ascolto musica New Age. Solo quando sono in auto ascolto un po' più di musica, forse perché è più facile, con l'autoradio, cambiare stazione quando qualcosa non mi piace.

E' consigliabile anche star molto attenti quando ci diciamo d'accordo con la gente che ci parla. Per esempio, qualcuno dice "La vita è tanto dura", e noi cortesemente o distrattamente mormoriamo "E' vero!" Oppure un altro dice "Quant'è difficile guadagnarsi da vivere al giorno d'oggi" oppure "Tutti gli uomini sono bugiardi", e di nuovo il nostro Io sociale si mostra cortesemente d'accordo con un "Come ti capisco". E una volta di più abbiamo programmato noi stessi con quel pensiero negativo.

Un mio amico usa una tecnica particolare. Se qualcuno sta dicendo in sua presenza cose che sono programmazione negativa, lui dice: "Non ho intenzione di convincerti, ma per proteggere me stesso non posso essere d'accordo con quello che dici". In genere questo ha un duplice effetto: l'altra persona pensa a quello che ha appena detto, senza però sentirsi aggredita, e il mio amico si protegge, mostrando il suo disaccordo, dall'assorbire la programmazione negativa.

E' stato dimostrato che l'immagine di un oggetto emette la stessa energia dell'oggetto stesso. C'è per esempio uno studio che ha misurato l'energia dell'immagine di una piramide e della piramide vera e propria. I risultati indicano che entrambe emettono la stessa vibrazione energetica. Così, se un'immagine si registra allo stesso livello energetico della cosa reale, ogni volta che vediamo l'immagine di una violenza, di una pistola, o sentiamo parlare di uno stupro o di un assassinio, il nostro subconscio lo registra come se l'avesse realmente sperimentato nella vita.

Il bello sta nel fatto che proprio questo fa della visualizzazione uno strumento potentissimo. Se puoi immaginarlo, la tua mente lo percepisce come reale, e quindi contribuirà a crearlo "per davvero" nella tua vita. Prova quest'esperimento: quando ti ritrovi a smaniare per avere qualcosa, un cibo, un oggetto o una persona, immagina (quanto più vividamente puoi) di star veramente sperimentando quella cosa o quella persona. Siediti, chiudi gli occhi e creati un film di te stessa che mangi una gigantesca coppa di gelato (se è questo che desideravi). Mangiane (nella visualizzazione) quanto vuoi. Vai oltre, se vuoi, e guarda te stessa mangiarne davvero più quanto "dovresti". la tua mente vedrà l'immagine che tu hai creato e non la differenzierà dalla realtà tridimensionale. Crederà che tu abbia realmente fatto quella esperienza.

Tutti noi sappiamo quanto sia importante restare in un contesto mentale positivo - avere pensieri positivi, dire cose positive, fare cose positive. Se si emettono vibrazioni positive, si hanno di rimando risultati positivi. Piuttosto che sprecare tempo immaginando che le situazioni di vita vadano a finire male, aspettati il positivo. Fai attenzione a quello che ti aspetti. Forse ti aspetti che la gente "ti derubi", "si approfitti di te", "ti ferisca", etc. etc. Quello che ti aspetti è quello che attrai a te. E' quello che io chiamo la "visualizzazione negativa".

Spesso facciamo esercizi per visualizzare quello che vogliamo, ma ci resta da comprendere che anche il resto del nostro tempo lo passiamo a visualizzare... e che ci può capitare di visualizzare l'opposto di quello che vogliamo. Visualizziamo che arriveremo in ritardo, ci immaginiamo che qualcuno sia arrabbiato con noi, ci aspettiamo di fallire. Insomma, non smettiamo mai di visualizzare; ma visualizziamo quello che vogliamo o quello che temiamo?

In passato vivevo in una piccola città dove ognuno stava a guardare tutti gli altri. La cosa importante per noi è stare a guardare noi stessi...... e non preoccuparci di quello che stanno facendo gli altri. Quello che pensiamo, quello che sentiamo, quello che diciamo e naturalmente quello che facciamo. Per avanzare su un sentiero positivo, dobbiamo circondarci di un ambiente positivo. E poiché sei tu a creare la tua stessa realtà, sei tu quella che può fare la differenza nel mondo. Sei tu!

I commenti dei lettori

Traduzione di "Staying in the Positive" pubblicato in www.innerself.com.

 

L'autore

Marie T. Russell è editrice e direttrice di InnerSelf Magazine (www.InnerSelf.com) e di The Natural Yellow Pages (www.naturalyellowpages.com). I suoi articoli trattano di trasformazione e della possibilità di riconnettersi con le proprie fonti interiori di gioia, amore e creatività. Per commenti personali o risposte, si può contattare Marie T. Russell a questo indirizzo marie@innerself.com. (in inglese o francese).

Traduttore

Teresa Sassani vive e lavora in una piccola città italiana, è giornalista, copywriter, traduttrice. Si occupa di informazione on-line e collabora a varie riviste e a newsmagazine su Internet. Per scriverle, ttsax@hotmail.com.

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